Sì, lo sappiamo. Le penne personalizzate non sono da annoverare tra i gadget più originali. Eppure negli anni sono rimaste uno dei più amati ed efficaci mezzi per divulgare il nome di un brand o il suo messaggio pubblicitario. Non passano mai di moda perché, nonostante gli innumerevoli mezzi digitali che abbiamo a disposizione per scrivere, tutti continuiamo a utilizzarle. Inoltre sono sempre rimaste al passo con i tempi, oggi si trovano quelle con la punta touch screen o la chiavetta USB incorporata, per fare qualche esempio.

Ma quali sono oggi le novità riguardo alle penne personalizzate?

Il fattore ecologico è tenuto in grande considerazione dal consumatore, per cui l’azienda che le omaggia deve mettere questa alternativa al primo posto rispetto alle altre. Bisogna stare attenti però quando si va a comunicare il termine “ecologico”. Ad esempio, le penne in fibra di paglia sono realizzate con un 50% di plastica e non sono biodegradabili. Molti dei modelli in carta, legno, bambù hanno dei componenti in plastica, alluminio o acciaio per cui non sono completamente realizzate con elementi “naturali”.

Se volete la sicurezza di regalare qualcosa che sia al 100% biodegradabile o realizzato con materiale riciclato, queste due idee possono sicuramente fare al caso vostro.

  1. La penna di mais. Fatta eccezione per la ricarica di inchiostro, questa penna è realizzata interamente in PLA (acido polilattico), una bioplastica biodegradabile e compostabile. Si tratta di un materiale derivato dalla trasformazione degli zuccheri presenti in mais, barbabietola, canna da zucchero e altri materiali naturali rinnovabili e non derivati dal petrolio (a differenza della plastica tradizionale). Questa bioplastica si degrada rapidamente nel terreno una volta raggiunte le condizioni di temperatura e umidità necessarie. L’aspetto è notevolmente simile alla plastica ordinaria, quindi può essere lavorata per ottenere la forma e il colore che vogliamo per quell’oggetto.
  2. La penna di plastica riciclata. Tutti i componenti di questa penna sono realizzati grazie al riciclo delle bottigliette in plastica, per essere precisi: una singola bottiglietta recuperata e rigenerata diventa una penna, e così via. Si riconosce perché deve riportare obbligatoriamente il simbolo dell’RPET. Quando non serve più può essere smaltita tra i rifiuti in plastica e riciclata a sua volta.

Se ti servono altre idee sui gadget ecologici da ufficio, contattaci!

  • Gadget da scrivania?? Arriva la spillatrice senza spille !! Nel 1899 in Norvegia Johan Vaaler, inventò attache o spilla, brevettata poi in Germania anni dopo. Sempre in Germania negli anni trenta, un’azienda di Mainz, la Elastic Design, diede alla luce la prima spillatrice a punti metallici. Da quel giorno è cambiato il modo di raccogliere fascicoli e organizzare i documenti… Passati 80 anni da quel giorno, le spillatrici tradizionali sono ancora molto utilizzate e sempre presenti sulle nostre scrivanie. Ma adesso qualcosa di nuovo sta nascendo, la versione eco-friendly è arrivata!!! Si tratta di una spillatrice che forando e piegando la carta con un processo a pressione, riesce a tenere un massimo di 10 fogli uniti tra loro, come farebbero punti o spille. All’occorrenza, risulta anche molto meno complesso separare i fogli. Anche sul design si dimostra un oggetto compatto, colorato e versatile, ad un prezzo contenuto. Che dire... è ecologica ed economica: mooolto Rock!!
  • Quante volte, durante le giornate di shopping, notiamo un oggetto insolito e ci diciamo: “beh, non mi è indispensabile ma se me lo regalassero non nego che mi sarebbe utile...” Questo dovrebbe essere uno dei pensieri che sta alla base della scelta dell’articolo promozionale più adatto: omaggiare ai clienti qualcosa di non scontato in modo da evitare di ripetere quello che già hanno, che sia però così utile che non potranno più farne a meno! Quello che vi proponiamo oggi è proprio uno di quei prodotti, un mix tra pratico e insolito.
  • Portare acqua fresca sotto l’ombrellone vuol dire doverla consumare entro massimo mezz’ora se non la vogliamo ritrovare letteralmente “bollita”. Per non parlare del pranzo dentro la schiscetta. Situazione risolvibile aggiungendo ai classici “fagotti da spiaggia” una borsa refrigerante che ahimè, insieme alla classica shopper mare, alla busta con i giochi per i bambini etc…, contribuisce ad una vera esplosione di scomodità.
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